Ogni anno, tra gennaio e febbraio, io e mio marito abbiamo una piccola tradizione.
Ci sediamo e riguardiamo insieme le spese dell’anno precedente, poi stiliamo un budget per quello nuovo. In questo modo sappiamo cosa possiamo permetterci di fare e, soprattutto, che tipo di viaggi possiamo organizzare.
Per noi la parola chiave è organizzazione. E no, non solo perché abbiamo una bambina piccola: lo abbiamo sempre fatto.
Anche programmare un viaggio, però, può diventare pesante se non si ha l’approccio giusto. Per questo, in questo articolo, voglio condividere qualche consiglio pratico per vivere la fase di organizzazione dei viaggi con più tranquillità e meno ansia.

Da dove si parte davvero: il budget

Per una pianificazione che si rispetti, il primo passo è capire che budget possiamo davvero destinare ai viaggi.
Il mio consiglio è quello di dividerlo in categorie, così da avere una visione più chiara delle spese:

  • alloggi e voli aerei
  • trasporti
  • cibo e bevande
  • attrazioni e divertimento
  • souvenir

Si tratta di un’analisi da fare a priori, ancora prima di pensare alle singole destinazioni.
In questo modo si evita di arrivare al viaggio già “tirati” e a sognare un viaggio meraviglioso a Natale e non poterselo più permettere.

Cosa cerchi davvero quando viaggi

A questo punto arriva una delle riflessioni più importanti: cosa voglio davvero da questi viaggi?
Comodità, lusso, oppure ho la capacità di adattarmi a quello che capita?
Con un bambino, questa analisi va fatta con ancora più attenzione. Non possiamo più sperare nell’ostello a prezzo regalato o in soluzioni troppo spartane: spesso abbiamo bisogno di una casa, magari con una cucina dove poter preparare qualcosa da mangiare per il nostro bimbo, e non troppo lontana in caso di piccole urgenze improvvise.
Anche qui la scelta è personale. Il mio consiglio è però uno: non generalizzare.
Se non possiamo permetterci il lusso in tutti i viaggi, è anche vero che un fine settimana in un posto un po’ più particolare può rientrare nel budget. Basta poi adeguarsi nelle altre occasioni e trovare il giusto equilibrio.

Quante volte partire (senza esagerare)

E adesso arriva il bello: ogni quanto vuoi partire?
Secondo la regola del 2+2+2, il trucco per essere felici (e per tenere vivo il rapporto di coppia) sarebbe quello di organizzare almeno un fine settimana fuori porta ogni due mesi e una vera settimana di vacanza ogni due anni.
Non so se questa regola abbia una reale valenza scientifica, ma ne ho approfittato per convincere mio marito che dobbiamo partire ogni due mesi perché ne va della nostra felicità… e ha funzionato.
Provaci anche tu! 😅

Durata e periodi: trovare l’equilibrio

Meglio una vacanza lunga o tante piccole fughe durante l’anno?
Anche questa è una scelta molto personale, che dipende non solo dal tuo modo di viaggiare ma anche, e soprattutto, dalle esigenze lavorative.
La tua azienda ti fornisce a inizio anno un piano ferie? In questo caso sei tra i fortunati che potranno programmare con molta più libertà.
Se invece, come me, scopri la chiusura aziendale pochi giorni prima dell’inizio delle ferie… allora la situazione si complica un po’.
Io di solito mi organizzo così: mi tengo una settimana ad agosto e al massimo cinque giorni nel periodo natalizio. A Natale, tra ponti e festività, riesco quasi sempre a incastrare qualche viaggio senza dover chiedere ferie extra. In estate, invece, so che intorno a Ferragosto l’azienda chiude, quindi avviso già a inizio anno riguardo le date in cui andrò via.
Una volta fissati questi due viaggi, che per me sono i più importanti, guardo il budget che mi resta e valuto se inserire qualche weekend sparso durante l’anno. Tra questi cerco sempre di includere almeno una meta rilassante, come le terme o un fine settimana in montagna, mentre per gli altri weekend punto su città meno turistiche e, di conseguenza, più economiche.

Quando andare fa la differenza

A questo punto si entra nella fase clou e la parola d’ordine diventa “risparmiare, ma con intelligenza”.
La domanda da porsi è: quali posti voglio vedere davvero.
Il luogo fa la differenza, certo, ma anche il periodo in cui si viaggia è fondamentale. Poi bisogna considerare:

  • la temperatura: se viaggiamo con bambini, dobbiamo sempre chiederci cosa possono affrontare e cosa no.
  • la confusione: i posti più blasonati sono bellissimi, ma quando non ci si riesce nemmeno a muovere… lo sono davvero fino in fondo?
  • il budget: ci sono periodi in cui alcune città sono meno turistiche e quindi più economiche, ma questo non significa che siano meno belle. Anzi, spesso è proprio il momento migliore per visitarle.

Quando si passa dalla teoria ai numeri

Dopo la fase di brainstorming, in cui ci siamo chiesti cosa vogliamo, come e quando, inizia la vera ricerca.
Te lo dico subito: non è la parte più facile, ma ne vale la pena.
Io parto sempre dai voli. Vado su Skyscanner e inizio a guardare le diverse città che mi piacerebbe visitare, tenendo d’occhio quelle meno costose. A questo punto mi studio i periodi in cui i prezzi sono più bassi e verifico se sono compatibili con le mie esigenze: lavoro, temperature, gestione della bambina.
Poi confronto più date possibili e mi creo uno schema su Excel (chiamiamolo pure “piano di fattibilità” 😅), dove inserisco:

  • periodo
  • destinazione
  • prezzo del volo

Una volta fatto questo primo filtro, passo agli alloggi. Non cerco per forza l’hotel perfetto, ma una struttura semplice che rappresenti il prezzo medio della zona e che risponda alle mie esigenze per quel periodo.
A questo punto ho sotto mano i costi di voli + hotel. Adesso basta scegliere in base al budget che avevo stabilito all’inizio, rientrando nelle cifre prefissate e lasciando un piccolo margine di sicurezza.
Quel margine serve per eventuali aumenti di prezzo, per spese extra come bagagli o per qualche viaggio dell’ultimo momento.

Quando arriva l’offerta che non vuoi perdere

È vero: finora ti ho parlato di organizzazione, di prenotare in anticipo e di decidere tutto prima.
Ma questo non significa escludere del tutto l’imprevedibilità.
Non so voi, ma a me la voglia di organizzare un viaggio non manca mai. E se mi capita davanti quell’offerta pazzesca… non ho nessuna intenzione di rinunciarci.
Proprio per questo, di solito, tengo sempre da parte una piccola parte del budget destinata ai last minute.
Che sia un weekend o anche solo una giornata fuori porta non ha importanza. E se per caso quei soldi non dovessi spenderli? Nessun problema: si sommano al budget dell’anno successivo.

Organizzare un programma di viaggi annuale non significa togliere spazio alla spontaneità, ma vivere le partenze con più serenità. Sapere di avere un’idea chiara del budget, dei periodi e delle priorità permette di godersi davvero il viaggio, senza ansie e senza sensi di colpa.
Poi, certo, l’imprevisto fa parte del bello di viaggiare. Ma quando c’è una base solida, anche una partenza all’ultimo minuto diventa un piacere e non una fonte di stress.

Se hai voglia di confrontarti, di chiarire qualche dubbio o di ricevere un consiglio, scrivimi pure. Viaggiare è più bello quando ci si aiuta e ci si ispira a vicenda ✨

Avatar Veronica

Published by

Lascia un commento