Arrivati a fine anno è naturale fermarsi un attimo e guardare indietro. Per me questo è stato l’anno del cambiamento vero. Aurora è nata a settembre, ma è stato da gennaio in poi che abbiamo iniziato davvero a capire cosa fosse possibile fare, cosa no e quali fossero le scelte migliori per lei… e per noi.
Quando ho scoperto di essere incinta, una delle prime domande che mi sono posta è stata: “E adesso come potrò affrontare tutto quello che facevo prima?” Nella vita quotidiana adattarsi sembra quasi naturale. Nei viaggi molto meno, perché spesso non ti viene spiegato come affrontarli, ma ti viene semplicemente detto di evitarli.
E insieme ai consigli non richiesti arrivano anche i giudizi:
sul tuo modo di essere madre; sulle tue scelte; sul tuo desiderio di partire, visto come egoismo o leggerezza.
E questo, alle neomamme, fa male.
L’ho vissuto anche io. Quando ho deciso di viaggiare per la prima volta con Aurora, che aveva tre mesi, le domande erano sempre le stesse:
“Ma sei sicura?”
“Non è pericoloso?”
“Perché non la lasci a casa?”
È stato lì che ho capito una cosa fondamentale: per me il viaggio non era più “vedere posti”. Era viverli insieme a lei.
Il primo grande insegnamento
Viaggiare con una bambina piccola non significa rinunciare, ma cambiare forma alle cose. Prima correvo: tappe incastrate, mille cose da fare, la paura di tornare con dei rimpianti. Con lei ho scoperto che rallentare non toglie valore al viaggio, lo amplifica. Fermarsi, osservare, respirare. Dare peso anche alle cose più semplici. Saltare una tappa in programma perché tua figlia ha deciso di fermarsi e gioire davanti ai giochi d’acqua di una fontana, non ti priva di un’esperienza, semplicemente la trasforma in un ricordo da condividere.
Il secondo
I bambini non sono spettatori passivi. Aurora è cresciuta durante i viaggi. Ha fatto esperienze, ha provato emozioni, ha scoperto il mondo a modo suo. Sa cosa vuol dire camminare a piedi scalzi sull’erba perché ha potuto farlo. Riconosce gli animali perché li ha visti dal vivo, non solo sui libri.
Il terzo
Viaggiare insegna anche a stare nel mondo. Aurora ha imparato a relazionarsi, a non avere paura delle persone, a osservarle con curiosità e serenità. A divertirsi, a sentirsi parte di ciò che la circonda, senza fidarsi ciecamente ma senza chiudersi.
L’ultimo, forse il più importante
Non esiste un modo giusto valido per tutti.
Esiste ciò che senti giusto per la tua famiglia, in quel momento della vita, anche se non tutti lo capiscono.
Questo primo anno mi ha insegnato che viaggiare con una bambina piccola non è una forzatura.
È una scelta.
Una scelta fatta di adattamento, presenza e consapevolezza.
E sì, anche di paura. Ma una paura che non deve per forza fermare.
A chi sogna di partire ma ha paura, auguro un nuovo anno fatto di piccoli passi, meno giudizi e più fiducia. Si può fare, anche con bambini piccoli.


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